RIPRODUZIONE VIETATA

Professione

Fotografare per giornali e riviste

Le cose da fare e da non fare se aspirate
a lavorare in un giornale

Daniele Pellegrini, fotografo della rivista Airone, impegnato in una ripresa da una mongolfiera

Uno stuolo di fotogiornalisti durante le riprese di una sfilata di moda

 

Diciamo subito che non esistono regole precise per poter entrare a lavorare in un giornale nel campo fotografico.
Fondamentalmente quello che conta è: essere abbastanza bravi, avere un pizzico di fortuna e ...conoscere qualcuno che lavori nel giornale che possa in qualche modo presentarci. In genere si comincia come collaboratori esterni, poi se si è bravi e fortunati si può aspirare ad essere assunti.

Per un primo approccio si chiede di poter parlare con il caporedattore o chi per lui (nelle riviste spesso ci si deve rivolgere all'Art Director) e, se si viene ricevuti (hanno pochissimo tempo da perdere) ci si puo' presentare e dirgli brevemente che si aspira a lavorare nel giornale, iniziando anche come collaboratore esterno, mostrandogli qualche foto di cronaca fatta nel corso di avvenimenti locali. Non presentatevi mai senza avere prima fissato un appuntamento per telefono.

Quante foto far vedere? Dipende. Se si tratta di un quotidiano, dove si va sempre di fretta, una ventina di stampe  possono bastare (il formato 20 x 30 è ideale), se invece vi rivolgete ad una rivista illustrata possono anche essere di più, diciamo il doppio. Se possibile includete anche una decina di bianconero. Montate le immagini su un cartoncino più grande che consenta di esaminarle senza problemi e raccoglietele in una cartellina.

Non dimenticate le didascalie per ciascuna foto, brevi ma precise, scritte dietro la stampa, oppure su un foglio a parte, numerando le foto. Per non rovinare le stampe scrivendo sul retro è consigliabile attaccarvi un foglietto. Ad una rivista potreste anche portare tre o quattro plasticoni di diapositive, ma potrebbe porsi il problema di come vederle, se non c'è un visore immediatamente disponibile, e nelle redazioni, credeteci, meno tempo farete perdere e meglio sarete considerati.

Meglio quindi portare sia le diapositive sia le stampe ricavate da esse, con le stampe che possono essere viste subto darete un'idea di quello che sapete fare, mentre le dia possono essere lasciate in visione se vedrete che la cosa interessa.
Una soluzione più pratica sarebbe un CD con le vostre immagini, ma tenete presente che in tal caso, quasi sicuramente, scatterà la fatidica frase: 'Si lo lasci, lo vedremo e le faremo sapere'. Personalmente sto ancora aspettando telefonate che dovevano arrivare vent'anni fa!


Bisogna tenere presente che nei giornali si scelgono le immagini non solo per la loro bellezza, ma soprattutto in base a criteri dettati dalle necessità di impaginazione. Potrebbe quindi essere preferita una figura intera o un taglio verticale perchè accanto ci va un titolo o una pubblicità, oppure una posa con più spazio intorno al soggetto principale invece che un primio piano. In una rivista, ovviamente, l'immagine di copertina sarà sempre verticale. Ecco perchè i professionisti scattano immagini sia verticali che orizzontali dei soggetti più importanti. Seguite l'esempio.

Niente foto-cartolina naturalmente, ma immagini di vita reale, sociale, manifestazioni, sport. Niente foto della serie 'viaggi e vacanze', a meno che, ovviamente, non vi rivolgiate ad una rivista specializzata in viaggi e turismo. Tenete presente che quello che conta di più per un giornale è che dentro la foto ci sia la notizia!
Una buona idea potrebbe essere quella di individuare quali sono i problemi più gravi della vostra città o della vostre regione e fare un bel reportages su di essi.


Ricordate che non dovrete tanto dimostrare al vostro interlocutore di saper fotografare, quanto piuttosto che sapete come 'illustrare' fotograficamente la notizia. E con un reportage già pronto potreste anche sertirvi dire: va bene, lo pubblichiamo!
Comunque sia, siate brevi e, a fine colloquio, lasciate il numero di cellulare, il telefono, l'indirizzo. E poi... cominciate a pregare!

Se sarete fortunati potrebbe capitarvi di essere chiamati improvvisamente (anche alle ore più impensate) per una richiesta di questo tipo:
'Puoi andare a fare questo servizio al posto del nostro fotografo che si è ammalato, oppure non c'è, oppure è fuori sede?' ecc ecc. La risposta ovviamente DEVE essere SI. Una volta fatto il servizio, nei tempi e nei modi giusti (se non sapete cosa fotografare chidetelo) è possibile, ma non certo, essere poi chiamati sempre più spesso, fino a diventare un collaboratore più o meno fisso. E non sarà male fare una telefonata, tanto per ricordare che esistete.

Potrebbe anche capitare che vi si richieda di affiancare occasionalmente uno dei fotografi del giornale per coprire meglio un avvenimento importante, oppure semplicemente di aiutarlo, scattando per esempio da un'altra postazione. Anche se siete bravissimi ed avete vinto dei premi, siate sempre modesti e cercate di imparare da lui e dagli altri 'colleghi ' reporter che incontrerete, come si fanno le fotografie di cronaca. Perchè fare reportage di cronaca non è sempre una cosa semplice. 

La cronaca richiede doti di prontezza e di esperienza notevoli e soprattutto bisogna sapere come comportarsi. A volte capita di dover lavorare in condizioni disagevoli e perfino pericolose, in luoghi dove sono avvenuti gravi fatti di cronaca. Cercate di arrivare più vicino possibile ai soggetti, ma non correte MAI rischi inutili.  Fate attenzione a non intralciare i soccorsi e le forze dell'ordine e agite sempre con grande rispetto nei confronti di chi sta vivendo delle tragedie sotto i vostri occhi.

Per fare il fotografo in un giornale non esistono specifici attestati o tesserini. Una volta a giornalisti e fotografi si era soliti dare il tesserino del giornale, ma è un uso che si è ormai perso. Per le manifestazioni più grandi sarà sempre la segreteria di redazione ad accreditarvi con contatti preventivi presso l'organizzazione che fornirà un apposito pass per la stampa. In molte altre occasioni dovrete cavarvela da soli. Dopo aver lavorato per due anni potreste iscrivervi all'Ordine dei Giornalisti come pubblicisti.

Sarà necessario avere un attestato firmato dal direttore del giornale ed un congruo numero di foto pubblicate con il vostro nome, nonchè la dimostrazione che i pagamenti sono stati regolari, a scadenze mensili e con regolari ritenute d'acconto. Se foste assunti in pianta stabile potreste iscrivervi all'Albo dei Giornalisti Fotocineoperatori. La procedura però è piuttosto complessa perchè è necessario prima avere un contratto di praticantato e poi dopo due anni si deve sostenere un esame di stato. Per le informazioni visitate il sito dell'Ordine dei Giornalisti: www.odg.it