logo-fotochepassione-piccolissimo.GIF (2024 byte)

Riproduzione Vietata  

Tecnica e Arte

Fotografare con poca luce:
come e perchè (1)
  
di Nicola de Gregorio

Sembra proprio che il dilettante medio non possa fare a meno del flash. Ma anche se si tratta di un accessorio indispensabile in alcune occasioni, è pur vero che la sua luce troppo netta e violenta distrugge spesso la particolare atmosfera che in molte situazioni solo l’illuminazione preesistente, naturale o artificiale che sia, può’ dare. Il flash insomma è meglio usarlo poco o niente, solo quando è strettamente indispensabile. E poi ci sono casi, come nella fotografia di paesaggio, che usare il flash sarebbe perfettamente inutile.

Ovviamente tutto dipende anche in buona misura dall’attrezzatura di cui disponiamo e da quale uso faremo delle nostre fotografie, ma per chi vuole fare della propria passione per la fotografia un’Arte il flash è da Sconsigliare caldamente.
Allora come fotografare sfruttando la luce ambiente?

Qui è necessario dividere il discorso tra le fotocamere a pellicola e quelle digitali.
Le prime hanno maggiori possibilità delle altre
di fotografare con poca luce.
Le digitali infatti presentano limiti tecnici legati al tipo di sensore, più o meno sensibile e ad altri fattori (ad esempio la mancanza della posa B nella stragrande maggioranza dei casi) che limitano o addirittura non consentono riprese con poca luce. Ma ne parleremo tra breve.


Iniziamo quindi il discorso riferendoci alle fotocamere a pellicola con l'avvertenza che però i cultori del digitale possono continuare a leggere queste righe, perché alcuni dei concetti fondamentali che illustreremo valgono comunque anche per le digitali.

Quando si fotografa su pellicola le strade che si possono percorrere se la luce è poca ed appare insufficiente per una buona fotografia, sono fondamentalmente due:  la prima è quella di continuare ad usare le normali pellicole da 100 o 200 Iso avendo l’accortezza di mettere la macchina su un buon cavalletto, usando quindi tempi di posa lunghi (e, quando necessario, anche la posa B), l’altra soluzione è invece quella di usare pellicole ultrarapide da 800 Iso, 1600 Iso o anche più; una scelta quest'ultima che diventa obbligatoria quando si ha a che fare con soggetti in movimento e la luce è poca.


LE ULTRARAPIDE

Bisogna dire che le pellicole moderne hanno fatto progressi incredibili rispetto a qualche anno fa, quando le cosiddette ultrarapide (cioè le pellicole supersensibili) presentavano una grana talmente evidente da essere appositamente usate per accentuare ad arte la granulosità dell’immagine al fine di ottenere interessanti effetti grafici, peraltro ormai completamente fuori moda. Oggi anche la grana delle pellicole più sensibili è quasi pari a quella delle pellicole meno sensibili ed in ogni caso i risultati sono ottimi anche per quanto riguarda la resa dei colori.

Solo ai forti ingrandimenti si apprezzano realmente delle differenze. Al punto che una pellicola da 400 Iso può essere oggi considerata universale per alcuni tipi di compatte, che in genere hanno obiettivi ben poco luminosi e viene anche montata sulle 'usa e getta' al fine di compensarne la scarsissima luminosità dei semplicissimi obiettivi (in genere un menisco con una sola lente di materiale plastico) di cui dispongono.
Con una 400 ISO  (o una  800) ed un obiettivo luminoso invece,  come potrebbe essere il 50 mm di una reflex (con apertura di diaframma 2,8 o meglio ancora 1,4) , si possono ottenere, con le pellicole ultrarapide, splendide fotografie in condizioni di luce veramente molto scarsa.

'TIRARE' UNA PELLICOLA

Se poi si vuole proprio fotografare tutto quello che l’occhio umano può vedere la scelta cadrà su una 800 da ‘tirare’ all’occorrenza a 1600, oppure direttamente su una 1600 da usare alla sensibilità nominale e se necessario tirare fino a 3200. Tanto per fare un esempio personale nella mia borsa fotografica ho sempre una 400 che spesso ‘tiro’ fino a 800 o anche più, con risultati sempre soddisfacenti e foto che spesso  vengono utilizzate anche per usi editoriali.

Tirare una pellicola, per chi non lo sapesse, significa esporla come se quella pellicola avesse una sensibilità maggiore, regolando di conseguenza l’esposimetro della macchina fotografica.

Cioè puntare l’esposimetro su un valore diverso da quello nominale riportato sulla confezione della pellicola. Ad esempio per una pellicola da  400 Iso mettere il valore su 800. Attenzione: la regolazione dell’esposimetro va effettuata manualmente e quindi bisogna disattivare la lettura automatica DX. Ovviamente bisogna disporre di una macchina che consenta di farlo. Naturalmente tutte le pose di quella pellicola dovranno essere esposte nello stesso modo (con la sensibilità maggiorata) e al momento della consegna per lo sviluppo si dovrà avvertire il fotografo o il laboratorio (non dimenticatelo!) che la pellicola è stata appunto ‘tirata’. Penseranno loro poi a sottoporla ad un trattamento forzato, prolungando i tempi di sviluppo, in genere con una modestissima maggiorazione di prezzo. Questo ‘scherzetto’ comunque riesce sempre meglio con le negative perché esse hanno una maggiore latitudine di posa rispetto alle dia.

COME FOTOGRAFARE CON POCA LUCE 2 (seconda parte)

 

 

 

 

Firenze - tramonto

Firenze dopo il  tramonto: macchina su cavalletto e posa di circa 1 minuto.

Pescara - tramonto

Questa invece è un'immagine di Pescara più o meno alla stessa ora: le strisciate luminose sono causate dal ripetuto passaggio di auto con i fari accesi. Dato il lungo tempo di posa le macchine non vengono ritratte se sono in movimento, ma i loro fari lasciano questi spettacolari segni luminosi

Interno di casa nordica

Qui si è utilizzata la luce proveniente dalla finestra per ritrarre un'atmosfera che sarebbe stata irrimediabilmente rovinata dal flash. Pellicola da 200 Iso, esposizione 1/30 - diaframma 2,8  (giorno di pioggia con poca luce).

Cena medievale (foto N. De Gregorio)

La sola luce in questa foto era quella delle fiammelle poste sul tavolo. Ma ne è scaturita un'immagine addirittura più luminosa di quella reale. Pellicola da 400 Iso tirata a 1000, esposizione: 1/30, diaframma: 1,8  (e mano ferma da parte del fotografo).


clip-appunti.gif (1310 byte) Le ultrarapide: altri consigli     Tabella delle esposizioni con poca luce