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Tutti gli errori da evitare
Chi ha iniziato da
poco a fotografare deve conoscere quali sono gli errori principali che si possono
commettere. Perché certi errori banali rovinano irrimediabilmente quelle che invece
potrebbero essere delle ottime immagini.
Un consiglio sempre valido comunque è quello di leggere attentamente il
libretto di istruzioni della propria fotocamera, perché quando si conosce bene la propria
macchina fotografica si comprende meglio anche come evitare gli errori.
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Pare scontato che l'orizzonte non possa essere... in discesa. Eppure
quello dell'orizzonte inclinato nelle immagini di un principiante è un errore abbastanza
comune. Attenzione quindi a mettere ben dritta la macchina fotografica.
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Un
altro errore che capita di frequente a chi non è molto pratico (ma talvolta anche ai più
esperti) è quello dei piedi tagliati.
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Un
palo che cresce proprio sulla testa del soggetto, uno strano copricapo, un segnale
stradale o un albero in testa... Non bisogna dimenticare che la fotografia ha solo due
dimensioni e che ciò che si trova dietro la testa del soggetto può apparire, a causa
dell'appiattimento della prospettiva, come se fosse parte di essa, con effetti a volte
comici a volte meno.
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Accade a volte quando si fotografa una persona da vicino con il flash. In
particolare avviene con le macchine fotografiche compatte che hanno il flash montato sulla
fotocamera molto vicino all'obiettivo.
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E' uno degli errori più frequenti quando si fotografano le persone. Se
non si sta particolarmente attenti si scatta proprio quando il soggetto sta battendo le
ciglia. Il risultato è una foto con... gli occhi chiusi, parecchio brutta. Avviene
particolarmente con le macchine digitali che hanno qualche frazione di secondo di ritardo
tra il momento in cui si schiaccia il bottone di scatto e quello in cui la foto viene
effettivamente scattata.
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Quando un edificio viene fotografato da vicino e dal basso assume la
classica forma a piramide (foto 1). Si tratta di un effetto di prospettiva che si verifica
anche quando guardiamo ad occhio nudo, ma che viene amplificato in fotografia. In
particolare da quegli obiettivi fotografici che hanno l'effetto di 'allontanare' riuscendo
a prendere una porzione maggiore di immagine (si chiamano grandangolari).
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Il calore è il principale nemico della pellicola fotografica.
Perquanto le pellicole moderne siano sempre più resistenti agli sbalzi di temperatura, se
lasciate esposte a lungo a fonti di calore, o all'interno di ambienti molto caldi, esse
subiscono variazioni chimiche che compromettono le immagini. Di solito variano i pigmenti
che formano il colore e si abbassa anche la soglia di sensibilità.
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I
sistemi di esposizione delle moderne fotocamere calcolano l'esposizione, cioè la
quantità di luce che deve andare sulla pellicola (o sull'elemento sensibile della
digitale), con processori interni ed elaborati calcoli. Tuttavia il problema della
presenza contemporanea nell'immagine di zone di luce molto differenti (molto illuminate e
pochissimo illuminate) non è stato ancora risolto del tutto.
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Che
peccato! Era così bello quel paesaggio che abbiamo fotografato dal finestrino dell'auto
ed invece la foto è così confusa! E' semplicemente successo che il tempo di
esposizione è stato troppo lungo e l'immagine è venuta mossa. Questo
accade quando l'esposimetro della macchina fotografica (quello che stabilisce quanta luce
deve entrare al momento dello scatto) 'vede' che la luce della scena è poca e per
compensarla allunga troppo il tempo di scatto.
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La
stragrande maggioranza delle fotocamere moderne è autofocus possiede cioè un
sistema di messa a fuoco automatica. Perquanto tali sistemi siano oggi di gran lunga
migliori di quelli di alcuni anni fa, a volte vanno ancora in tilt (almeno quelli meno
sofisticati), producendo così immagini sfocate. In tutti questi casi è sicuramente meglio selezionare la messa a fuoco manuale, se la fotocamera ne è dotata. Infatti una volta fatta la fotografia, sia essa su pellicola o digitale, la sfocatura non si può più correggere e nemmeno i programmi di fotoritocco professionali possono porvi rimedio.
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Una fotografia sovraesposta (in gergo fotografico bruciata) appare
troppo chiara e nelle zone più luminose dell'immagine i particolari non risultano
visibili a causa della eccessiva luce. Al momento dello scatto in sostanza è passata più
luce di quanto fosse necessaria. I motivi possono essere diversi. Se si è usata la
fotocamera in automatico forse l'esposimetro (il dispositivo che misura la luce) non
funziona bene o qualcosa lo ha sregolato. Per esempio potrebbe avere influito un grosso
oggetto scuro vicino alla zona dell'immagine.
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Caso analogo ma opposto al precedente. Si tratta di una foto che appare
troppo scura perché, al momento dello scatto, è passata troppo poca luce. Anche qui le
regolazioni sono state ingannate da qualcosa: ad esempio una vasta superficie chiara. E'
un caso piuttosto frequente quando si fotografa al mare in pieno sole o sulla neve perché
l'esposimetro può essere ingannato dalla molta luce presente nella scena chiudendo più
del necessario il diaframma. Oppure si può essere trattato di un nostro errore.
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>Capita a volte
che, nelle fotografie controluce, appaiano sull'immagine strani punti luminosi. Non si
tratta di Ufo, ma più semplicemente dei raggi del sole che, basso sull'orizzonte,
penetrano nell'obiettivo con un'angolazione tale da creare una serie di riflessi sulle
lenti.
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Paesaggi bellissimi vengono letteralmente rovinati da fili e pali presenti
anche là dove meno ci si aspetterebbe di trovarli.
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E' molto brutto quando nella nostra fotografia che ci sembrava perfetta
compare sul margine una persona estranea e per giunta 'tagliata a metà' come
nell'immagine accanto. Questo risultato si ha quando si fotografa con troppa fretta, senza
prestare molta attenzione a ciò che si inquadra.
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Quando
si fotografa da molto vicino può accadere che la porzione di immagine inquadrata dal
mirino sia leggermente differente dalla porzione di immagine inquadrata dall'obbiettivo.
E' il cosiddetto errore di parallasse. In pratica nell'immagine finale
l'inquadratura risulta spostata rispetto a ciò che si vede nel mirino.
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Nelle fotocamere digitali bilanciare il bianco significa fare in
modo che il colore bianco venga riprodotto in modo perfetto senza assumere quindi
colorazioni particolari.
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Qualè
la differenza tra la foto n.1 e la foto n.2 ?
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