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La Sony DSC-V3 appartiene alla categoria delle macchine rivolte a chi di fotografia se ne intende. Ha 7 milioni di pixel, memoria del tipo memory stick, obiettivo Zeiss e display da ben 6,3 cm.. |
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Una macchina di fascia bassa: Samsung Digimax 210 con 2,1 milioni di pixel. |
Sulla pellicola tradizionale l'immagine è formata dai sali di cloruro d'argento. Semplificando si può dire che, una volta che la pellicola è stata esposta alla luce, quindi una volta fatta la fotografia, essi si aggregano e più sono piccoli e 'fitti' più l'immagine sarà dettagliata. Le fotocamere digitali usano invece al posto della pellicola degli elementi elettronici detti CCD costituiti da altri piccolissimi elementi sensibili alla luce chiamati pixel. Sono appunto i pixel i diretti responsabili della formazione dell'immagine. E' evidente che più ce ne sono e meglio è, nel senso che se essi sono molti e 'fitti' la 'pellicola' elettronica sarà in grado di riprodurre immagini con molti dettagli, se invece sono relativamente pochi allora l'immagine apparirà piuttosto frammentata ed offuscata. Ne deriva quindi che la qualità dell'immagine che una fotocamera digitale-elettronica è in grado di fornire è (almeno fino ad un certo punto) direttamente influenzata anche dal numero dei pixel che compongono il CCD. Possiamo dire che fondamentalmente esistono 4 categorie di macchine fotografiche digitali: per chi non ha alcuna esigenza di qualità (fino a due milioni di pixel), per i fotoamatori meno esperti (da due a cinque milioni di pixel), per i fotoamatori più esperti (da 5 a 10 milioni di pixel), per professionisti ed amatori con esigenze di alta qualità (oltre i 10 milioni di pixel). Unitamente ad una serie di altre caratteristiche elettroniche, come il numero dei bit, il numero dei pixel costituisce quindi il principale fattore per stabilire il valore di una macchina fotografica digitale. Ci si potrebbe chiedere a questo punto quanti pixel in linea teorica ci vorrebbero nell'elemento sensibile CCD perchè una macchina digitale sia in grado di riprodurre un'immagine con la stessa qualità di una pellicola da 35mm. Potremmo ragionare così: 24x36 mm= CCD da 2400x3600 pixel=8,64 milioni di pixel! Una cifra che oggi costituisce praticamente lo standard per la maggior parte delle fotocamere digitali di un certo pregio. Ma il ragionamento vale solo in linea teorica. Una pellicola come la Velvia ad esempio è (era) capace di una 'intensità' di punti che compongono l'immagine che si aggira sui 24 milioni! Ma sbaglia chi
considera il numero dei pixel del sensore ottico come l'unico elemento da considerare
nell'acquisto di una fotocamera digitale. Ci sono infatti altri fattori che, sebbene
non rivestano la stessa importanza per tutte le categorie di utenti fotografici, hanno
comunque un particolare significato nel determinare la resa e la qualità della
fotocamera. Tra i principali c'è l'efficienza dell'elemento sensibile (CCD o CMOS) e dei
circuiti elettronici che ne regolano il funzionamento e le grandi marche fanno a gara a
chi riesce a costruire l'elemento sensibile migliore sotto il profilo del consumo e
soprattutto della capacità di non introdurre eccessivo 'rumore' elettronico che andrebbe
a compromettere la qualità dell'immagine finale.
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