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Digitali: Attenti al computer!

L'uso della macchina fotografica digitale implica quello di un computer adeguato per il trattamento delle immagini. Per digitalizzare le foto oggi ci sono anche scanner molto convenienti.

Coolpix 995Nikon D1 x

 

Certo ci si potrebbe accontentare di guardare le foto scattate con la digitale sul piccolo schermo della fotocamera, ma a parte il grande consumo di pile, sarebbe veramente ben poca cosa dopo aver speso cifre anche considerevoli. D’altronde se le macchine fotografiche digitali hanno ormai preso piede, tanto da fare dell'Europa il primo mercato del mondo nel settore delle fotocamere digitali, è soprattutto perché esse sono legate strettamente alla diffusione dei computer. Se si compra una fotocamera digitale, qualsiasi essa sia, avere il computer quindi è indispensabile, a meno di far stampare le immagini riprese dal fotografo, negandosi così il piacere di vedere subito le foto finite. Il fatto è che spesso sono proprio i computer a riservare amare sorprese nel trattamento delle immagini.

Anzitutto è necessario avere un buon programma per la visione e la gestione delle
fotografie digitali, ma non basta… bisogna anche saperlo usare bene e soprattutto possedere un computer di sufficiente capacità.
Di programmi adatti ce ne sono molti, più o meno facili e razionali. In genere il software di trattamento delle immagini è incluso nell'acquisto della fotocamera, ma non sempre è adeguato alle necessità. Noi ve ne consiglieremo alcuni: primo tra tutti il notissimo Photoshop, professionale per eccellenza (piuttosto costoso però) al quale di recente si è affiancato Photoshop Elements, meno complesso del fratello maggiore, oppure il completissimo Ulead Photo Impact.

Sono programmi che consentono di gestire praticamente ogni aspetto dell'immagine fotografica, ottimi quindi per chi deve trattare le immagini per usi grafici o di pubblicazione su internet. Però alquanto surdimensionati per delle normali esigenze di semplice visione.
Ci sono allora altri programmi più adatti a questo come l'ottimo e gratutito Picasa di Google oppure ACDsee, a pagamento, ma con una versione prova gratutita di trenta giorni. Introvabile ormai il vecchio ma sempre valido Corel Photo House che offre numerose opzioni in modo molto semplice. Per saperne di più in merito ai software che consigliamo basta visitare questa pagina: www.fotochepassione.com/softwares.htm

Per trattare le immagini, il normale computer casalingo una volta non bastava. Il principale scoglio era quasi sempre la memoria RAM (memoria di accesso casuale). Potrebbe essere paragonata ad una specie di banco di lavoro dove devono entrare sia gli attrezzi da lavoro che le cose da lavorare (le immagini in questo caso). Fino a non molto tempo fa molti computer che avevamo in casa avevano una Ram che oggi appare ridiciola, di non più di 32 o 64 megabyte, insufficiente quindi a gestire file ‘pesanti’ come le immagini digitali. Se si tentava di farlo il computer, come si dice in gergo, ‘si siedeva’ impiegando un tempo lunghissimo per fare le operazioni richieste e a volte perfino bloccandosi del tutto. Oggi i nuovi computer hanno rimediato a quei fastidiosi inconvenienti e sono ormai surdimensionati, dovendo gestire programmi operativi sempre più affamati di memoria, una scelta questa delle Case costruttrici (soprattutto Microsoft) che appare ampiamente discutibile.

Comunque, tanto per fare qualche esempio, con una Ram di 512 (megabyte) si riesce a lavorare bene sulle
foto digitali di pochi megapixel, ma quelle particolarmente ponderose (da 10 megapixel in su) possono incontrare qualche problema di apertura; con il doppio, cioè 1 Gigabyte, è sicuramente meglio e non si hanno più preoccupazioni. Le immagini trattabili possono essere in questo caso anche di grandi ‘dimensioni’ come quelle prodotte dalle digitali che hanno sensori di 10 Mp e più.
Bisogna pensare che i computer professionali, quelli dedicati alla grafica, hanno sempre avuto memorie Ram molto ben nutrite da 4 GB in su, ed oggi vanno persino oltre gli 8 giga. 

Sulla riuscita delle operazioni di ritocco e gestione delle immagini influisce anche ovviamente la velocità intrinseca del processore che oggi è comunque molto elevata dell'ordine di 2000-3000 Mhz e più. Se avete però un computer di una volta con una velocità del processore inferiore ai 300 Mhz fareste meglio a portare direttamente dal fotografo le immagini scattate con la vostra digitale.
C’è poi l’hard disc che è quel disco rigido che assume la funzione di 'armadio' virtuale dove conservare tutti i lavori già fatti, i dati trattati ed archiviati nel nostro computer. Se si vuole stare tranquilli anche qui è meglio disporre di un hard disc capiente, ma anche in questo caso non ci sono preoccupazioni per i computer degli ultimi anni che hanno ormai dischi rigidi degni di quelli professionali.


Sono stati questi, oltre al costo inizialmente piuttosto alto delle
fotocamere digitali, i motivi che avevano frenato all'inizio la diffusione a livello consumer della fotografia digitale, che oggi invece può ormai cantare vittoria avendo vinto la battaglia con la pellicola in tempi brevissimi.
Lasciateci dire però che è un vero peccato: la spinta consumistica delle major mondiali dell'informatica ha relegato la pellicola al rango di un'antichità ottocentesca, quando invece essa - solo se si fosse voluto - avrebbe potuto tranquillamente convivere con il digitale per molto tempo ancora, dando ancora molto sia sul piano tecnico che soprattutto estetico.

E chi appartiene a quell'ormai sparuto manipolo di 'eroi' che si ostinano ad usare ancora la fotocamera a pellicola, apparetenuta magari al padre o al nonno e non vogliono rinunciare a digitalizzare le proprie foto per inserirle nel computer e magari trasferirle in CD e DVD?
Esistono, e sono oggi veramente a buon mercato, tutta una serie di scanner piani da tavolo che consentono anche ai non esperti di digitalizzare le normali fotografie per poi memorizzarle sul proprio computer.
Il discorso fatto finora ovviamente non cambia, ma con gli scanner è possibile regolare la qualità della scansione, cioè l’operazione con cui si digitalizza (si ‘cattura’) un’immagine e la si deposita dentro la
memoria del computer. Molti dicono ‘scannerizzazione’ o ‘scannerizzare’ ma è sbagliato.
Chi ha a che fare con i siti internet sappia che una scansione di appena 75 dpi (punti per pollice) è più che sufficiente per riprodurre una foto su un sito web con buona qualità. Per stamparla invece con una normale stampante a getto d’inchiostro vanno bene 300 dpi, meglio se sono 600, ma anche qui c'è di mezzo l'efficienza di
computer e stampante.

E' l'ora delle digitali