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20 luglio 1969
Qui Luna: Mare della Tranquillità

Gli astronauti scattano i 'rullini' più importanti nella storia della fotografia

 

La Terra vista dallo spazio (fonte: NASA) - clicca per ingrandire Terra dalla Luna (fonte: NASA) - clicca per ingrandire Aldrin scende sulla Luna (fonte: NASA) - clicca per ingrandire Aldrin davanti alla bandiera americana (fonte: NASA) - clicca per ingrandire

Aldrin ripreso da Armstrong (fonte: NASA) - clicca per ingrandire   Installazione di sismografo lunare (fonte: NASA) - clicca per ingrandire    Terra vista dalla Luna con modulo lunare (fonte: NASA) - clicca per ingrandire   Luna da diecimila miglia (fonte: NASA) - clicca per ingrandire

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Chi, come noi, ha a che fare, per lavoro o per passione, con macchine fotografiche ed obiettivi spera un giorno di poter scattare una foto eccezionale, di quelle da lasciare ai posteri come un segno duraturo del proprio passaggio. Eppure nessuno forse ancora oggi osa sperare di poter mai realizzare immagini tanto eccezionali come queste.
Le sensazionali fotografie scattate da Armstrong e da Aldrin sul suolo del nostro satellite (Collins era rimasto in orbita in attesa dei compagni) quell'ormai lontano 20 luglio del 1969 sono la stupefacente testimonianza dell'impresa più audace mai compiuta dall'Uomo.

Esse non solo rappresentano una pietra miliare per l'enorme valore storico e scientifico, ma anche per la stessa Storia della Fotografia. Prima di allora mai l'Uomo si era spinto cosi' lontano, mai aveva effettuato riprese fotografiche cosi' emozionanti. Eppure la storia della Fotografia e' stata piena di momenti eccezionali, di documentazioni significative, di avvenimenti irripetibili. Ma quella volta e' stato diverso, quella volta ogni altra immagine e' stata superata in importanza e valore storico da queste immagini. Esse hanno un tale valore che resteranno per sempre nella storia dell'Umanità. Ve le offriamo qui in visione pensando di darvi la stessa emozione che abbiamo noi, ogni volta che le guardiamo.

Qualche indicazione è forse necessaria  solo per chiarire come sia stato possibile realizzare lassù un "servizio fotografico" di così straordinaria perfezione e non con i mezzi superelettronici di oggi, ma con quelli, ben più limitati, di oltre trenta anni fa, quando la registrazione digitale ancora non esisteva. Va anche ricordato che le riprese furono effettuate su pellicole a colori che sono state scattate sulla Luna e poi riportate indietro e che, dopo un periodo di quarantena, sono state sviluppate con grandissima attenzione ed, infine, stampate e diffuse come qualsiasi altro rullino.

Le precauzioni prese dalla NASA però, perché i nastri dei film non fossero danneggiati durante il trasporto prima e lo sviluppo poi, hanno forse rasentato l'assurdo: ma certo ne valeva la pena. Le tremolanti e sfocate immagini televisive bianconero arrivate a terra durante l'impresa, pur cosi' incredibili, non avevano potuto dare che una pallida idea dell'ambiente lunare. Solo quando il prezioso materiale fotografico e filmico e' stato riportato a terra e' stato possibile ammirare la stupefacente bellezza di panorami tanto eccezionali quanto irripetibili.

Una delle Hasselblad usate dagli astronauti nella prima missione lunare

Gli astronauti hanno portato con loro due macchine fotografiche Hasselblad del formato 70 per 70 millimetri, appositamente costruite con magazzini che contenevano rotoli di pellicola molto più lunghi del normale. Tutti i comandi di queste particolari macchine erano stati modificati per renderne facile l'uso anche calzando i guanti pressurizzati e un po' rigidi dello scafandro lunare.

L'obiettivo (uno Zeiss Biogon, apribile fino al diaframma 4,5) è un grandangolare da 38 millimetri, che abbraccia un angolo di ripresa di 71 gradi, in orizzontale e in verticale. La messa a fuoco del Biuogon può variare da 30 centimetri all'infinito. Il formato del fotogramma era un quadrato di 60 mm di lato. La velocità dell'otturatore compresa tra un secondo e un cinquecentesimo di secondo. Le crocette nere che compaiono nelle immagini sono punti fissi di riferimento, utili agli scienziati per meglio analizzare le fotografie allo scopo di stabilire proporzioni e distanze.

La nitidezza delle immagini è ottima, favorita non solo dall'eccezionale obiettivo, dalle ottime pellicole e dal grande formato dei negativi, ma anche dal fantastico ambiente lunare, privo di atmosfera. Questo fatto ha però causato qualche difficoltà di ripresa ad Armstrong ed Aldrin, perché il gioco della luce e dell'ombra, entrambe molto crude e nette, rendeva le inquadrature terribilmente contrastate: ma è venuta loro in aiuto la grande tolleranza della pellicola usata (una Kodak appositamente progettata) capace di ammorbidire, almeno in parte, i neri violenti e totali dell'ombra e la luce accecante riflessa dal paesaggio lunare.

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