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San Domenico e il dio Serpente
La processione dei serpari a Cocullo: una festa unica per foto imperdibili
Quella che ogni anno si svolge il primo giovedì del mese di maggio a Cocullo, un piccolo paese abruzzese a metà strada tra Roma e Pescara, è una cerimonia unica. Una festa religiosa che affonda le sue radici in riti pagani la cui origine si perde nella notte dei tempi e che si fa risalire al culto antichissimo della Dea Angizia e prima ancora a quello di Ercole Sanco. Ma al di là del significato culturale e religioso della festa la fama del piccolo paese, arroccato su una collina a 900 metri di altezza, diffusasi ben oltre i confini nazionali, è legata soprattutto alla quanto mai inconsueta presenza dei serpenti ed alla strana processione dei serpari che sfilano dietro la statua del loro santo protettore, San Domenico. La suggestione di questa cerimonia antichissima è irripetibile ed ogni anno per l'occasione il paesino viene invaso da migliaia di persone con decine e decine di fotografi e operatori tv molti dei quali stranieri (quando ci sono andato io c'erano le troupes di Rai, Canale5, BBC britannica, Televisione Francese, TV giapponese e CNN). Le riprese che si possono fare sono uniche: non capita tutti i giorni di vedere gente di tutte le età che se ne va in giro con serpenti al collo o avvinti sulle braccia. Meglio arrivare sul posto di buon mattino per parcheggiare la macchina più vicino e soprattutto accaparrarsi le postazioni migliori, pregando magari qualcuno dei proprietari delle case sulla piazza principale del paese di farvi gentilmente salire per scattare da balconi o finestre.
Uno zoom (consiglio un 70/200) è indipensabile per riprendere i particolari della processione o della folla, ma è bene avere anche un 50 mm e un grandangolare non troppo spinto, per scattare visioni d'insieme. Ottime le digitali con superzoom 10x o 12x che vi consentono di spaziare su tutte le lunghezze focali. Evitate di imbottigliarvi dentro la folla al momento in cui sta per uscire il santo dalla chiesa perchè avreste solo una visione parziale dell'avvenimento. Molto meglio una posizione dall'alto magari da 'difendere' pazientemente per qualche ora fino all'inizio della processione che avviene intorno alle 12. Se volete riprendere qualche scena della messa dentro la chiesa vi servirà sicuramente un flash abbastanza potente perchè la chiesa è piuttosto scura.Scatterete immagini delle serpi che si aggrovigliano sulla statua del santo o dei serpari alle cui mani si avvinghiano i lunghi e miti serpenti. Non fatevi sfuggire le foto dei bambini del posto che portano i serpenti al collo e ci giocano accarezzandole sulla piccola testa o le tante scenette che la folla vi offrirà. Interessanti anche le delegazioni che arrivano dai paesi vicini per portare al santo dei doni con alcuni personaggi in costume. Non abbiate timore per i serpenti, in effetti non c'è assolutamente nulla da temere perché alla festa vengono portati solo gli esemplari che non sono velenosi e che i cocullesi conoscono bene, come il lungo Cervone, il Colubro e la comune Biscia.
A mezzogiorno il momento più significativo della festa. La piccola piazza è gremita fino all'orlo; fotografi ed operatori si sono accaparrati da ore tutti i possibili punti sopraelevati e si affacciano a grappoli da balconi e finestre; i pellegrini dei paesi vicini sono arrivati. La folla ondeggia quando dal sagrato della chiesa si affaccia la statua di San Domenico; viene posta a terra, i serpari vi fanno salire le loro serpi che quasi la ricoprono. Le hanno contrassegnate con una piccola macchia di vernce per poterle poi recuperare e liberarle esattamente nello stesso posto dove le hanno catturate. Inizia così la processione per le vie del paese. Alla fine il rito, in cui il culto religioso si confonde e si sovrappone con quello pagano, sarà compiuto e il mitico dio-serpente esorcizzato.
E' forse una delle più antiche cerimonie del mondo, certamente tra le più suggestive.
Nicola De Gregorio